IVAFE: la dichiarazione dei redditi 2021 e il quadro RW

Che cosa è l’IVAFE

Quando un contribuente detiene conti correnti, libretti di risparmio o prodotti finanziari all’estero deve valutare se è soggetto al pagamento dell’imposta c.d. IVAFE. Tale imposta è soggetta alle stesse modalità di versamento delle imposte sul reddito delle persone fisiche. 

Chi deve pagare l’IVAFE

I soggetti passivi dell’IVAFE sono le persone fisiche residenti in Italiae a partire dal 1 gennaio 2020 l’IVAFE risulta dovuta anche: 

  • Dagli enti non commerciali, tra cui anche i trust e le fondazioni; 
  • Dalle società semplici e gli enti alle stesse equiparati (ex art. 5 del TUIR).

Tale imposta si applica:

  • sui prodotti finanziari, 
  • i conti correnti 
  • e i libretti di risparmio detenuti all’estero. 

In particolare, i prodotti finanziari sono, oltre agli strumenti finanziari (ossia, l’insieme dei valori mobiliari, gli strumenti del mercato monetario, le quote di OICR e le varie tipologie di contratti a termine e derivati connessi ad attività finanziarie, merci, indici finanziari e non finanziari, ecc.) anche ogni altra forma di investimento di natura finanziaria (art. 19, comma 18 e ss. de D.L. n 201/2011). 

Risultano esclusi dall’applicazione dell’IVAFE: 

  • le quote di partecipazione in società estere non rappresentate da titoli; 
  • i metalli preziosi; 
  • le banconote o le monete estere; 
  • i finanziamenti dei soci in società estere.

Si tenga presente che le istruzioni al modello REDDITI dispongono che le valute virtuali (che ricomprendono bitcoin e criptovalute) devono essere segnalate all’interno del quadro RW con il codice “14”. 

Tuttavia, le medesime istruzioni precisano che tali valute virtuali non sono soggette ad IVAFE. Inoltre, al fine di uniformare la disciplina IVAFE al prelievo previsto dall’imposta di bollo sui conti correnti ed i prodotti finanziari, l’art. 134 del D.L. n. 34/2020 ha modificato l’art. 19, comma 20 del D.L. n. 201/2011 stabilendo: 

  • la misura fissa di 100 Euro per l’IVAFE applicabile sui conti correnti e libretti di risparmio dei soggetti diversi dalle persone fisiche; 
  • la misura massima dell’imposta dovuta dai soggetti diversi dalle persone fisiche, in misura pari a 14.000 Euro come previsto per l’imposta di bollo. 

L’aliquota e la base imponibile IVAFE

A decorrere dal 2014, l’aliquota d’imposta da applicare sul valore dei prodotti finanziari è stabilita nella misura dello 0,2%.

La base imponibile dell’IVAFE è costituita dal valore di mercato rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui i prodotti finanziari sono detenuti, anche utilizzando la documentazione dell’intermediario estero di riferimento per le singole attività ovvero dell’impresa di assicurazione estera. 

Qualora le attività non siano più possedute alla data del 31 dicembre si deve fare riferimento al valore di mercato rilevato al termine del periodo di detenzione. Per le azioni, le obbligazioni e gli altri titoli o strumenti negoziati in mercati regolamentati si deve fare riferimento al valore puntuale di quotazione alla data del 31 dicembre di ciascun anno o al termine del periodo di detenzione. Qualora alla predetta data non ci sia stata negoziazione si deve assumere il valore di quotazione rilevato nel giorno antecedente più prossimo. Per le azioni, obbligazioni e gli altri titoli o strumenti finanziari non negoziati in mercati regolamentati e, comunque, nei casi in cui le attività finanziarie quotate siano state escluse dalla negoziazione si deve fare riferimento al valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso, anche se rideterminato ufficialmente. Qualora il titolo abbia sia il valore nominale che quello di rimborso, la base imponibile IVAFE è costituita dal valore nominale. In mancanza sia del valore nominale sia del valore di rimborso la base imponibile è costituita dal valore di acquisto dei titoli.

Compilazione del quadro RW per l’IVAFE

All’IVAFE si applicano le disposizioni previste per l’IRPEF, ivi comprese quelle relative alle modalità di versamento delle imposte in acconto e a saldo. 

La liquidazione dell’IVAFE viene operata nel rigo RW6 del modello Redditi 2021 e in particolare:

  • l’acconto per l’anno 2021 risulta dovuto se l’importo nel rigo RW6, colonna 1 del quadro RW del modello REDDITI PF 2021 risulta pari o superiore a 52,00 Euro. 
  • l’acconto non è dovuto e l’imposta in esame è versata a saldo per l’intero ammontare.

L’acconto dovrà quindi essere versato: 

  • in unica soluzione (entro il 30 novembre 2021) se l’importo dovuto è inferiore ad Euro 257,52 Euro; 
  • in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad Euro 257,52 Euro:
  • la prima, nella misura del 40% del rigo RW7, entro il 30 giugno 2021 o entro il 30 luglio 2021 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
  • la seconda, nella restante misura del 60% del rigo RW7, entro il 30 novembre 2021.

ATTENZIONE: Con un emendamento al decreto Sostegni-bis approvato in Commissione Bilancio alla Camera, è stato inserito il nuovo articolo 9-ter al testo del Disegno di legge di conversione in legge del Sostegni bis (DL del 25 maggio 2021, n. 73), in discussione alla Camera, che dispone quanto segue: per i soggetti interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetarioi termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive e da quelle dell’imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 31 agosto 2021 sono prorogati al 15 settembre 2021 senza alcuna maggiorazione (ricordiamo che già in precedenza, con il Dpcm del 28.06.2021 pubblicato in GU del 30.06.2021 n. 154, il termine di versamento in scadenza il 30 giugno era stato fatto slittare al 20 luglio, senza corresponsione di interessi).

Fonte: Fisco&Tasse.

2021-07-15T11:22:32+02:00