Immobili Commerciali e Cedolare Secca

La Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145 del 30 dicembre 2018) ha previsto l’applicazione della cedolare secca del 21% sul canone di locazione relativo a contratti stipulati nel 2019 e relativi a unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1 (cioè negozi e botteghe) di superficie fino a 600mq, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente.

Attenzione!

La cedolare secca non è applicabile ai contratti stipulati nel 2019 se al 15.10.2018 “risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale”.

Cos’è la Cedolare Secca?

La cedolare secca è un’alternativa al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’IRPEF derivante dalla locazione di immobili abitativi.
Tale tributo ha natura di imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali (regionale e comunale).
L’ambito di applicazione della cedolare secca si definisce sotto il profilo soggettivo, vale a dire in funzione dei soggetti che ne possono beneficiare, esercitando la relativa opzione, e sotto quello oggettivo, vale a dire in funzione della tipologia delle locazioni interessate.

Attenzione!

Nel periodo in cui ha effetto l’opzione per la cedolare secca, l’importo del canone di locazione non può essere aggiornato, neanche in ragione della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (indice “FOI”) accertata dall’ISTAT.
2019-01-07T16:39:56+01:00