Forfettari e certificazione unica 2020: ecco a cosa prestare attenzione

Per le fatture emesse da forfettari a soggetti “normali” è necessaria l’indicazione nelle Certificazioni Uniche 2020.

Si specifica che il modello CU2020 inerente l’anno di imposta 2019, è stato pubblicato dall’Agenzia delle Entrate, sul cui sito è disponibile sia il modello sintetico che il modello ordinario.
In generale, come ogni anno, entro il 31.10.2020 occorre trasmettere le certificazioni uniche relative ai redditi di lavoro autonomo per i quali si è ricevute delle fatture da professionisti.

In particolare i forfettari che emettono fattura nei confronti di soggetti in regime normale IVA sono tenuti, ai sensi del DPR 600/1973, a certificare i redditi corrisposti al percipiente anche in assenza di ritenute da operare.
Si ricorda infatti che i soggetti forfettari non sono tenuti ad emettere fattura con esposizione di ritenuta. Anche in assenza di esposizione di ritenuta, i soggetti che ricevono la fattura non sono tenuti alla effettuazione, per espressa previsione di legge, di alcuna trattenuta fiscale.
Tuttavia, in questo caso, è necessario compilare la certificazione unica che ha come percipiente il forfettario, pur in assenza di ritenuta da indicare nel modello 770.
Occorrerà correttamente compilare il punto 4 della CU autonomi (ammontare lordo corrisposto) e il punto 7 ( altre somme non soggette a ritenuta).
Invece, nel caso in cui il forfettario riceva delle prestazioni da altro soggetto, di qualunque natura, è obbligato alla compilazione, in sede di redazione della dichiarazione reddituale relativa all’esercizio di percezione del compenso, del quadro RS.
A tal fine è necessario compilare i righi RS371, RS372 e RS373, indicando, in colonna 1 il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali non è stata operata la ritenuta e, in colonna 2, l’ammontare dei redditi stessi.

 

Fonte: Fisco&Tasse.

2020-02-04T14:37:59+01:00