Fattura Elettronica, eravamo quattro amici al bar

Ecco un divertente articolo che sdrammatizza la situazione di caos attuale:

“Anno 2030: quattro commercialisti oramai in pensione si ritrovano davanti a un bicchiere di coca e un buon caffè, tutti esperti in procedure amministrative digitali e specializzati in controllo di gestione. E tra un discorso e l’altro, tornano alla mente le “avventure” trascorse anni prima, nel passaggio dalla fattura cartacea a quella elettronica.
Prende la parola un collega e dice: “Ma vi ricordate quanti problemi ci facevamo per organizzare i nostri clienti e convincerli a passare alla fattura elettronica?” 
Risponde l’altro: “Già, problemi tutti nostri, perché le aziende, spiegato il da farsi, si adattarono velocemente al cambiamento”. 
Riprende il primo: “E poi noi che ci facevamo mille problemi per i tempi di emissione, di ricezione, il D.P.R. 633/1972…”.
Risponde un altro: “Io ci avevo creduto subito: tra gli scartafacci e la digitalizzazione di tutto lo studio, ho visto i vantaggi della semplificazione, della riorganizzazione; è servita soprattutto nelle aziende, dove rapidamente hanno iniziato a ragionare in ottica di ecosistema, popolando di informazioni aggiuntive il file xmlfattura. Non era più necessario stampare ordini, conferme d’ordine, documenti di trasporto; le aziende accelerarono i riscontri documentali immediatamente disponibili a video, sganciandosi da logiche di processo lente e irte di errori nascosti nell’uso di quel supporto preistorico. La riconciliazione della commessa, la registrazione contabile, l’autorizzazione al pagamento diventarono automatici e l’imprenditore poté nuovamente tornare a concentrarsi sul business”.
Risponde l’ultimo: “In effetti con le informazioni che iniziarono a viaggiare alla velocità della luce (con la fibra), quando non serviva più fare alcuna dichiarazione Iva, liquidazione periodica, adempimenti telematici, i nostri colleghi tornarono a fare i consulenti d’impresa fornendo addirittura gratuitamente la tenuta della contabilità, forti della consulenza legata all’analisi dei dati contenuti nelle fatture. Informazioni a disposizione appena i file xmlfattura erano transitati dal Sistema di Interscambio, intercettate, rielaborate per predisporre situazioni e prospetti di raffronto dell’andamento economico di periodo, dei singoli costi sostenuti dall’impresa rispetto alla media del mercato di riferimento e tanto altro. Ci si accorse come gli avvisi di accertamento da redditometro e la compilazione di quadri reddituali e prospetti informativi assurdi erano orami un ricordo”.
Risponde l’altro: “In effetti, qualcosa di buono c’era, nella fattura elettronica. E quando si diffuse in Europa, con lo standard unico? L’export prese il volo perché finalmente le aziende parlavano tutte la stessa lingua, quella informatica”.
Un libro dei sogni? Starà a noi scriverlo, interpretando al meglio quello che ci può essere di buono nell’utilizzo del nuovo formato della fattura e così, forse (o probabilmente), riusciremo finalmente a toglierci quella giacchetta da “scadenzometro fiscale” per riqualificarci, tornando al centro dell’attenzione dei nostri clienti quali consulenti di fiducia.”

Fonte: Ratio Quotidiano, Robert Braga.

2018-12-25T00:53:40+01:00