E’ arrivato l’Evasometro!

DI COSA SI TRATTA?

Sono partiti ufficialmente i controlli affidati all’Evasometro, lo strumento digitale di cui si servirà l’Agenzia delle Entrate per stanare gli evasori. Il software, così come è stato progettato, passerà al vaglio i conti corrente delle persone fisiche, concentrandosi in particolar modo su saldo e lista movimenti. Quando e se emergeranno delle incongruenze l’algoritmo manderà un alert e, di conseguenza, verranno avviati i primi controlli.

L’evasometro è partito all’inizio di agosto in maniera sostanzialmente soft e va ad aggiungersi ad altri strumenti come il redditometro, sospeso lo scorso anno dal Decreto dignità ma ancora in vigore per gli anni arretrati fino al 2015, proprio per individuare i furbetti. In realtà l’evasometro non è uno strumento nuovo: è stato introdotto dal governo Monti nel 2012 con il nome di risparmiometro, ma per renderlo operativo ci sono voluti sette anni. Con questo strumento, e grazie anche alla fattura elettronica e allo scontrino elettronico si conta di recuperare tra i 10 e i 15 miliardi.

COME FUNZIONA?

L’allarme rosso, nello specifico, scatterà quando l’algoritmo rivelerà uno scostamento del 20 – 25% tra quanto risulta dal saldo del conto corrente di fine anno e quanto dichiarato al Fisco. I fattori considerati per valutare il rischio evasione sono: le giacenze medie sul conto corrente, i flussi mensili in entrata e uscita, i saldi iniziali e i saldi finali dell’anno.

Se vi è un’anomalia tra entrate e uscite e reddito denunciato dal contribuente allora, ricevuto l’alert, Amministrazione Finanziaria e/o Guardia di Finanza potranno intervenire.

Chi verrà segnalato alle autorità competenti, dunque, dovrà dare prova di non aver commesso nessuna azione fraudolenta e, documenti alla mano, dimostrare la provenienza lecita dei redditi non dichiarati al Fisco. Prima che scatti l’alert, comunque, altri dati dovranno essere valutati e incrociati con quelli rivelati dall’Evasometro. È possibile, per esempio, un aumento improvviso delle entrate sia dovuto ad un lascito ereditario o ad una donazione. L’onere della prova, comunque, spetta sempre al contribuente in caso di avvio delle indagini.

Al momento le prime simulazioni saranno effettuate su una serie di conti corrente presi a campione e intestati a persone fisiche. L’anno d’imposta di riferimento è il 2014, poiché grazie al confronto tra le informazioni fornite dagli istituti bancari e la banca dati di Sogei (società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze) sarà possibile ricostruire la posizione finanziaria dei contribuenti fino a quella data.

2019-09-04T15:02:14+02:00