Dichiarazione IVA: attenzione ai versamenti mancanti

Si perde l’IVA a credito di dicembre 2018 se non sono state liquidate correttamente le LIPE e si è ricevuto una comunicazione di irregolarità? In particolare, una società ha versato solo in parte l’IVA dovuta in base alle liquidazioni periodiche relative all’anno 2018. A seguito di ricevimento della comunicazione di irregolarità i debiti non versati tempestivamente sono in corso di pagamento rateale. Dalla liquidazione periodica di dicembre 2018 è emersa un’eccedenza IVA a credito che non è stato possibile esporre nel rigo VL33 “totale IVA a credito” della dichiarazione IVA annuale 2019 (periodo d’imposta 2018) in quanto le istruzioni al modello chiariscono che “Nel calcolo del credito emergente dalla dichiarazione occorre tenere conto esclusivamente dei versamenti effettuati. Qualora da tale calcolo emerga un importo negativo il presente rigo non deve essere compilato”. La società ha quindi chiesto all’Agenzia delle Entrate chiarimenti in merito alle modalità di recupero del credito, che sono arrivati nella risposta all’interpello 81 del 27 febbario 2020 allegato a questo articolo.

Nel rispondere l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nell’ipotesi in cui siano stati omessi i versamenti dell’IVA a debito risultante dalle liquidazioni periodiche, nel modello di dichiarazione IVA, in particolare, nel quadro VL “non vanno considerati i versamenti periodici omessi ma si tiene conto esclusivamente dell’IVA periodica versata, anche a seguito del ricevimento delle comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato ai sensi dell’articolo 54-bis del D.P.R. n. 633 del 1972.

In quest’ultimo caso, se i versamenti sono effettuati in forma rateale, occorre indicare la quota parte d’imposta corrisposta fino alla data di presentazione della dichiarazione e comunque non oltre il termine ordinario previsto per la presentazione della stessa. Il pagamento delle rate successive, nel corso degli anni corrispondenti al piano di rateazione, comporterà l’emersione di un credito IVA da indicare nella dichiarazione annuale di ciascun anno di riferimento.

A tal fine, nel modello di dichiarazione IVA 2020 per il periodo d’imposta 2019 è stato istituito il quadro VQ “per consentire la determinazione del credito maturato a seguito di versamenti di IVA periodica non spontanei”. L’importo così individuato, confluendo nel rigo VL12 – anch’esso di nuova istituzione – concorre alla determinazione del credito IVA annuale. In definitiva, nell’ipotesi di rateazione degli esiti del controllo automatizzato derivanti dal mancato versamento dell’IVA periodica, il credito IVA da versamenti omessi si costituisce nel momento e nella misura in cui vengono eseguiti i pagamenti, anche se a distanza di anni. 

 

Fonte: Fisco&Tasse.

2020-02-28T16:48:35+01:00