Aree Fabbricabili e Acconto IMU/TASI

Ai fini determinazione dell’acconto dell’ IMU e della TASI per le aree edificabili la base imponibile è data dal “valore venale in comune commercio” al 1° gennaio dell’anno di imposizione.

Il primo adempimento da effettuare è, quindi, la verifica se al 1° gennaio 2019, l’area sia o meno edificabile.

Ai sensi dell’art. 36 comma 2 del DL n. 223/2006, rientrano in questa categoria le aree utilizzabili a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione della Regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo.

Ovviamente, per i terreni la cui edificabilità sia sancita da un piano regolatore generale non ancora approvato dalla Regione, la mancanza della possibilità di un imminente sfruttamento edilizio, che discende dall’applicazione dell’istituto della c.d. “salvaguardia” di cui alla L. 1902/52, si rifletterà, per quanto riguarda la determinazione della base imponibile, in una riduzione più o meno sensibile del relativo valore, così come indicato dal MEF nelle Linee guida dell’11 luglio 2012.

Dato che si fa espresso riferimento al 1° gennaio dell’anno di imposizione, si ritiene quindi che le variazioni nelle caratteristiche urbanistiche del terreno (da agricolo a edificabile o viceversa) avranno valenza fiscale esclusivamente a partire dall’anno successivo.

BASE IMPONIBILE IMU

E’ costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio determinato con riferimento alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri legati a eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la loro edificazione, ai prezzi medi rilevati sul mercato per la vendita di aree aventi caratteristiche simili nonché anche all’effettività e prossimità nel tempo della loro utilizzabilità a scopo edificatorio e all’incidenza degli oneri di urbanizzazione.

Il metodo sopra indicato deve essere utilizzato anche per le aree sulle quali sono in essere interventi di costruzione, ristrutturazione e recupero di fabbricati ai sensi delle lett. c), d) ed f) dell’art. 3 comma 1 DPR 380/2001, fino al loro completamento o, se antecedente, alla data in cui viene di fatto utilizzato. In tal caso la base imponibile è data dal valore dell’area fabbricabile senza considerare il manufatto sovrastante.

Fanno eccezione le aree fabbricabili possedute da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella previdenza agricola, destinate all’esercizio delle attività agro-silvo-pastorali dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali, per le quali l’utilizzo prevale sulle previsioni degli strumenti urbanistici al fine di connotare l’immobile quale terreno agricolo (anziché come area fabbricabile) esentandolo conseguentemente dal tributo.

Infine, occorre tener presente che le variazioni di destinazione delle aree (da agricola a edificabile o viceversa) nonché l’utilizzazione edificatoria delle stesse a seguito di demolizioni del sovrastante edificio e le variazioni del valore venale devono essere riportate nella dichiarazione IMU in quanto informazioni non conoscibili dal Comune. Entro il 1° luglio 2019 (in quanto il 30 giugno è domenica) occorrerà quindi comunicare le variazioni relative all’anno 2018.

 

2019-06-13T18:31:16+02:00